FICHTE
Fichte sostiene che l'io è un processo creativo e infinito che si articola in tre momenti:
- tesi: l'io pone se stesso e quindi si rivela come attivitàà autocreatrice
- antitesi: l'io pone il non- io e produce l'altro da sé come oggetto e ostacolo indispensabile alla sua attività
- sintesi: l'io oppone, nell'io, all'io divisibile un non- io divisibile e si particolarizza nei singoli io empirici e finiti contrapposti alle code del mondo.
Lui dice che il compito dell'uomo è affermare la propria libertà, infatti il mondo esiste in funzione dell'attività dell'uomo e del suo autoperfezionamento. L'uomo infatti ha il suo fine nella società, la quale ha l'obiettivo di realizzare la completa unità di tutti i suoi membri, grazie alle due leggi morali:
- Trattare gli altri come fini e mai come mezzi
- Puntare al perfezionamento degli uomini tramite l'educazione, per questo la missione del ''dotto'' consiste di promuovere il progresso culturale e morale di tutte le classi sociali
SCHELLING
Schelling afferma che il principio infinito creatore della realtà è l'assoluto, il quale è la suprema unità di spirito e natura, soggetto e oggetto. E' per questo motivo che la filosofia, in quanto ''scienza dell'assoluto'' segue due direzioni
- la filosofia della natura, che partendo dalla natura giunge allo spirito
- la filosofia dello spirito, che partendo dallo spirito giunge alla natura
Schelling dice che l'arte è il supremo organo conoscitivo, infatti riesce a cogliere le profondità originarie della vita e della natura grazie all'intuizione estetica, ossia la capacità di penetrare l'infinito attraverso le sue forme concrete, per questo l'attività dell'artista è simile a quella dell'assoluto creatore. L'arte così viene ad ammortizzarsi con la religione, consentendo all'uomo di intuire quella pacificazione tra la natura e spirito, tra finito e infinito che costituisce la profonda aspirazione dell'animo romantico

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