Passa ai contenuti principali

Friederich Nietzsche, prima fase

Nietzsche
 Nietzsche nasce a Roecken in Sassonia. Lui frequenta il liceo di
Risultati immagini per friedrich nietzsche Pforta, compie gli studi universitari a Bonn e viene chiamato
per occupare la cattedra di filologia classica presso l'università in 
Svizzera. Dopo l'università trascorre una vita irrequieta, fatta di 
impegno nella scrittura filosofica e di viaggi per l'Europa. Muore
nel 1900 a Weimar
  • La prima fase del suo pensiero è simboleggiata dal cammello, che indica colui che è fedele alla tradizione. Qui,  Nietzsche si volge allo studio del passato proprio allo scopo di rispondere all'interrogativo sui  fondamenti della tradizione culturale occidentale e sulla sua decadenza. In '' La nascita della tragedia dello spirito della muisca'', egli si allontana dalle interpretazioni tradizionali che consideravano il mondo greco come una dimensione idilliaca, priva di scissioni, e lo vede come il risultato del conflitto tra due principi contrapposti:
  • l'apollineo, ovvero l'emblema della misura, dell'ordine, della razionalità
  • il dionisiaco, è il principio del caos e della distruzione, ma anche della potenza creatrice, della gioia e della sessualità; esso rappresenta l'energia caotica e irrazionale
Questi due principi, secondo lui, si trovano mirabilmente fusi nella tragedia. L'arte tragica nasce, secondo Nietzsche, da questa originaria esperienza del caos, dell'irrazionalità e della drammaticità della vita, che l'uomo greco avverte l'esigenza di contenere nelle rasserenanti forme della poesia. 
Il ''miracolo metafisico'' con cui gli antichi tragici riescono ad armonizzare i due principi contrapposti si rompe con Euripide, con il quale si afferma il predominio dell'impulso apollineo su quello dionisiaco: nelle sue opere la razionalità prevale sulla naturalità, perisce la tragedia e nasce la filosofia, che attraverso la ragione, fornisce una spiegazione rassicurante del mondo e rimuove i lati più oscuri della personalità umana e della vita. 
Il personaggio che ha segnato il passaggio dall'antica tragedia alla filosofia è Socrate. Nietzsche lo condanna per aver esaltato il concetto e il pensiero a scapito della vita concreta e dei suoi valori; con lui si ha la prima e più decisa affermazione dell'intellettualismo filosofico che segna il progressivo declino della cultura occidentale. 
In un primo tempo Nietzsche pensa che si debba far rinascere lo spirito autentico della tragedia greca, lo spirito dionisiaco. Ciò è possibile attraverso l'esperienza dell'arte e in particolare con la musica. Ma la fiducia di Nietzsche è destinata a svanire la prima tappa della sua evoluzione spirituale si conclude con la delusione, dovuta alla consapevolezza dell'impossibilità di un ritorno al passato e dell'inesorabile decadenza della cultura occidentale
  














Commenti

Post popolari in questo blog

Husserl

HUSSERL Husserl vuole comprendere il processo conoscitivo nella sua intera complessità, il suo modo di presentarsi e la sua origine, partendo dalla relazione con il soggetto.     Fenomenologia : metodo e stile di pensiero--> mette in discussione la scienza , la quale esclude la dimensione soggettiva della conoscenza , non nelle sue applicazioni, ma la sua idea stessa in senso naturalistico e oggettivo.                                             Secondo il filosofo, la scienza, pur essendo elaborata dagli uomini e dunque avendo un legame originario con l'ambito dei bisogni, delle emozioni e degli scopi delle persone, ha finito con il trascurare proprio questi aspetti, operando una riduzione della realtà ai soli parametri fisico-matematici detta scienza dei fatti, che prescinde da qualunque riferimento al soggetto ed esclude i problem...

L'idealismo etico di Fichte e Schelling

FICHTE Fichte sostiene che l'io è un processo creativo e infinito che si articola in tre momenti: tesi:  l'io pone se stesso e quindi si rivela come attività à autocreatrice  antitesi: l'io pone il non- io e produce l'altro da sé come oggetto e ostacolo indispensabile alla sua attività  sintesi: l'io oppone, nell'io, all'io divisibile un non- io divisibile e si particolarizza nei singoli io empirici e finiti contrapposti alle code del mondo.  Fichte sostiene anche che la natura e il mondo non possono esistere in modo indipendente dall'io, il quale pone il non- io e si determina come io empirico grazie all'immaginazione produttiva  Lui dice che il compito dell'uomo è affermare la propria libertà, infatti il mondo esiste in funzione dell'attività dell'uomo e del suo autoperfezionamento. L'uomo infatti ha il suo fine nella società, la quale ha l'obiettivo di realizzare la completa unità di tutti i suoi membri, grazie...

Hegel

HEGEL E LA RAZIONALITÀ DEL REALE Secondo Hegel  tutta la realtà è la manifestazione, il dispiegarsi progressivo di un unico principio razionale: lo spirito , definito anche idea o assoluto. Tale principio è onnicomprensivo, nel senso che costituisce un organismo unitario di cui ogni cosa, ogni evento e ogni individuo non sono che manifestazioni particolari e nel quale ogni scissione trova una conciliazione. Hegel afferma che ''ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale''. Lo spirito non è sostanza ma processo, e la sua verità è il risultato, ossia si manifesta in tutta la pienezza soltanto alla fine del processo stesso, in cui ogni momento si trova conciliato e superato in una sintesi superiore. La legge intrinseca del divenire dello spirito è la dialettica . Essa è regola interna della realtà e legge del pensiero, in quanto la realtà coincide con la ragione e dunque il piano ontologico e quello logico si corrispondono.  Il processo dialettico si c...