Feuerbach
Feuerbach nato nel 1804 è il maggiore esponente della sinistra hegeliana. Si laurea in filosofia e diventa docente a Erlangen. Nel 2837 si sposa con Bertha Loew, proprietaria di una fabbrica di porcellane. Lui si ritira quindi nel castello di proprietà della moglie e inizia studi di botanica, zoologia e geologia. Dopo il fallimento della fabbrica della moglie, insieme alla famiglia si ritira a Rechenberg dove muore nel 1872.
Per Feuerbach l'oggetto privilegiato della filosofia deve
essere l'uomo nella sua essenza corporea e biologica, in quanto vero e originario soggetto della storia. Tale prospettiva porta il pensatore a criticare l'idealismo, che ha il torto a suo avviso di interpretare la realtà come una manifestazione dello spirito, trascurandone gli aspetti materiali e sensibili. Coerentemente con il presupposto materialista della sua filosofia Feuerbach afferma che la religione deve essere ricondotta alle sue origini umane: non esiste alcun essere divino dotato di esistenza autonoma; l'idea di Dio deriva dal fatto che l'uomo proietta fuori di sè le sue qualità più elevate e le oggettiva in un essere dotato di ogni perfezione, a cui si sottomette. La religione comporta una scissione, un impoverimento che lui chiama ''alienazione''. Per poter migliorare le condizioni di sfruttamento e subordinazione in cui versa l'umanità, bisogna dissolvere l'origine stessa del sentimento di dipendenza: l'ateismo è quindi il presupposto di ogni altra liberazione.
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